L’intuizione del propizio – 3

così debole che di per sé

la pioggia non farebbe rumore

se non fosse per le auto

che la pressano e la moltiplicano

in microscopiche cascate

all’incontrario

 

tra il primo suono indistinto

e il chiaro clamore che subito

torna all’indistinto ricade

una calda coperta di silenzio

 

questo ritmo feroce di metallo

e acqua che sembra non finire mai

sta diventando una nenia una ninna-nanna:

il corpo si stende e si ferma

non sa che fare: attendere

qualcosa oppur tagliar

corto e uscire

                (o se visto

dalla parte della pioggia

entrare)

Biagio Cepollaro, Le qualità, La camera verde 2012

 

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