A tempo

Quel giorno stavo camminando

su un sentiero e non ce la facevo

a camminare, mi sentivo un peso

facevo tanta fatica, per fare pochi passi

facevo molta fatica. Mi sono fermato

e mi sono seduto

in mezzo al sentiero,

tanto, ho pensato,

su questo sentiero

cammino solo io

non intralcerò la strada

a nessun altro.

E m’ero messo a pensare

che, forse, invecchiando

non ce l’avrei più fatta a camminare.

Avrei fatto solo percorsi molto brevi

e in piano, quei percorsi lunghi

che facevo da ragazzo

non li avrei più fatti.

E che avevo avuto poco

anche, ho pensato, dalla vita

o che avevo anche, forse, capito poco,

che avrei voluto capire di più

e essere più amato, essere più capito

io stesso, ma quello che avevo avuto

era quello che ero stato

e quello che ero stato

sarebbe finito,

e se avessi avuto

tutto quello che volevo

non mi sarebbe bastato

e mentre questo pensavo

guardavo le formiche che camminavano attente

in fila, e gli alberi che stavano fermi

senza dire niente, e il vento che passava

e non andava dove gli pareva

ma dove doveva, e questo ho pensato:

le formiche sono laboriose,

gli alberi sono fermi nel loro cuore,

guarda come il vento

pur andando dove deve andare

bacia tutte le cose

e non dimentica niente.

 

Claudio Damiani, Il fico sulla fortezza, 2012

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