Passaggio

A mio figlio mi viene da dirgli:

non buttare via anche il babbo

con l’acqua sporca.

Ti ho solo – quasi inconsapevole –

custodito un vuoto

una possibilità senza risposte,

popolata però di storie e voci:

una radura nel bosco

che è una preghiera in tuo nome.

Nient’altro.

Pegno o eredità sino a quando

non cominci quell’orrida infanzia alla rovescia

che già mi si preannuncia nei sogni.

Speriamo sia breve.

E poi a te il mondo

E a me forse l’aprirsi dell’infinito

O forse, invece, solo vacua materia

E cenere…

      No se preocupe, senor!

Chi morrà vedrà

Enrico Testa, Ablativo, Einaudi, 2013

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