Non ti chiedo un rimborso in denaro
per il disturbo, solo quel briciolo di tempo
mi occorre che adoperi la sera
tra la doccia e le lenzuola per tastare
il polso alla tua vita inondato
dalla luce dello schermo, un apostolo.
Ti chiedo questa cosa: riuscirai
a non farti prendere dal panico,
intendo alla prospettiva delle cose
che domani tiene in serbo per noi?
Non sentirti tuo più in là del pianerottolo,
rientrare nel personaggio, affiancare
come sempre il cucchiaio e la forchetta,
raccogliere i tuoi avanzi e ricomporli dopo cena.
Ritmo, fegato, pazienza: questo non ci manca.
Potremmo farne a meno, noi come pellerossa
carponi sulle traversine, se il minimo sussulto
non ci allarmasse nel battere dell’ordinario?
Se non fossimo sempre pronti a farci un altro goccio.
Se non ci ficcassimo in bocca spazzolino
e lima, per lavarli, i denti, e affilarli.

Marco Bini

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