Abele, nella nostra casa
non ci sono candele
solo il bianco delle lenzuola
illumina le nostre preghiere
e vera e stabile è la fuga che sogni
mentre nel buio benedici il pane
che vuoi lasciarmi per i mesi
che ti vedranno lontano
nella terra dove il mare si perde
nel deserto e le donne lisciano
la pelle con guanti ruvidi e sabbia
dove bambini che non sono miei figli
aprono occhi identici ai tuoi
e le città hanno nomi di fantasmi

ascolta, ti dico, qual è la ragione?
ho trascurato l’abluzione delle mani
ti ho dato da bere un’acqua amara
ho pianto e riso in un giro di tempo
troppo breve?

il giuramento, mi dici, si è compiuto
e se anche i morti avessero saputo
non sarebbe servito a nulla

.
Silvia Morotti

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